IISC VITTORIO EMANUELE II-RUFFINI

ANNO SCOLASTICO 2000-2001

 

 

 CLASSE 4A MERCURIO

 

  VIAGGIO D’ISTRUZIONE A BUDAPEST

     6-12 MARZO 2001

 

APPUNTI DI VIAGGIO

MARTEDI 6

Ritrovo alla stazione di Genova PP alle ore 14.45. Sono presenti:

- due accompagnatori ufficiali (Noviello e Ferrera)

- tre accompagnatori non ufficiali (Durand, Giambarella e Voltattorni)

  • diciotto studenti (Bellachioma, Camillieri, Dardano, Delcielo, Dellacasagrande, Ferrari, Gemme, Gozzi, Icardi, Ierardi, Lazzeri, Marrese, Migliore, Rossini, Schivo, Sposito, Tacchella, Talotta)
  • trentacinque parenti (madri, padri, zii, nonni)

Partenza per Venezia Mestre alle ore 15.18 con Intercity n. 630 (posti prenotati).

Arrivo a Mestre alle 19.54 e spuntino in stazione. Da segnalare: qualche lineetta di febbre per Gozzi e la redingote stropicciata di Sposito.

Partenza per Budapest Keleti alla 21.30 col treno n. 241 Venezia Express (cuccette prenotate).

Il treno, oltre che per le lussuose ritirate, si distingue per il sistema di climatizzazione; il riscaldamento, infatti, con getti d’aria intorno ai 200 ºC, mantiene la temperatura costante di 90 ºC.

Nella notte si registrano tre casi di ustione e cinque di disidratazione. Si riesce a dormire anche fino a 15 minuti consecutivi senza essere chiamati per controllo passaporti.

Gemme tenta di fumare nello scompartimento.

MERCOLEDI 7

Arrivo a Budapest Keleti alle 12.08 e trasferimento con quattro viaggi di pullmino all’Hostel Marco Polo, Nyar Utca 6, VII Budapest (telefono 003613445367).

Accesso e sistemazione dei bagagli in camera. Cambio della moneta in albergo a 7,8 lire/fiorino

Acquisto della travel card e visita del centro a piedi: Vörösmarty tér, romantica piazza pedonale di Pest con la famosa pasticceria Gerbeaud, l’Opera, la Andrassy ut, l’Oktogon e la Piazza degli Eroi raggiunta con l’antica ferrovia sotterranea del Millennio.

Durante la passeggiata si segnalano diversi casi di svenimento per mancanza di forze.

La cena all’hotel (lire 12.000) infonde nel gruppo un ulteriore senso di stanchezza. Ad esclusione della camera 404 (Ferrari, Ierardi, Migliore, Tacchella), tutti si fiondano a letto.

La febbre di Gozzi è salita a 37,5; Gemme è scoperto a fumare in ascensore; la Sposito non sa che pigiama scegliere per la notte (sono tutti e quattro stropicciati!).

GIOVEDI 8

Dopo la colazione, partenza alle 10 per il Bastione dei Pescatori, da cui si gode uno splendido panorama della città di Pest e di parte della città di Buda.

Nonostante i ripetuti richiami dell’autista dell’86 il gruppo non riesce a scendere dall’autobus: occorrono tre giri completi per evacuare il mezzo.

A mezzogiorno spuntino al Korona Passage (crêpes) e Da Carlo (ristorante italiano, Magyar utca 27, telefono 3186254). Il signor Carlo fa immediatamente amicizia con i ragazzi, e questi sono entusiasti del pranzo: nulla fa presagire al tradimento che si compirà tra due giorni.

Nel pomeriggio visita al museo di Belle Arti e passeggiata nel parco.

Alla sera cena al cafè-restaurant Alcatraz, (sito internet: www.alcatraz.hu) con il concerto dei B.L.U.E.S. Etcetera. La divisione delle spese richiede due ore di calcoli: verso mezzanotte si riesce ad ottenere una soluzione approssimata delle quote da pagare, grazie ad un programma di matematica finanziaria in COBOL (» 2400 fiorini).

Da segnalare: Gozzi ha la febbre a 38, i ritardi della Sposito ammontano a 105 minuti.

VENERDI 9

Al mattino, visita al mercato delle pulci ECSERI. Dopo diversi tentativi autofilotranviari si raggiunge il mercatino all’estrema periferia di Budapest con l’autobus n.154 , ma ai ragazzi appare subito come una gran cagata. Dopo un giro veloce (qualcuno riesce a percorrerlo tutto in 17 secondi), il gruppo si attesta alla fermata del 154 e, rischiando il congelamento, attende per ben quattro ore i professori. Alle 13 è finalmente concesso il "via libera" e tutti si dirigono al centro commerciale di Nyugati Palyaudvar per uno spuntino. I professori restano a mangiare nella trattoria del mercato un gulyas fine-del-mondo.

Nel pomeriggio c’è una forte dispersione dei gruppi: il primo al centro commerciale, il secondo alla basilica di Santo Stefano, al Parlamento, alla Roosvelt tér e all'Accademia delle Scienze, il terzo al Vasarely Museum.

Alla sera cena da Carlo: il trattamento è ottimo e nulla ancora prelude al tradimento.

Notte tranquilla: Gozzi ha 39 di febbre, Gemme fuma ormai spudoratamente, nella camera 404 nessuno dorme.

SABATO 10

Al mattino, nonostante il ritardo di 45 minuti di Sposito (totale 150 minuti), visita ai grandi magazzini Corvin in Blaha Lujza tér.

Un gruppo si stacca per visitare il Palace of Wonders Interactive Scientific Playhouse al Vaci ut 19.

Ritrovo alle 14.30 presso la pasticceria Gerbeaud in Vörösmarty tér.

Nel pomeriggio la ricerca frenetica delle terme Kiraly porta a momenti di tensione, ma permette inaspettatamente di visitare il quartiere di Obuda, la parte più antica di Budapest, con la Fö tér, piazza del XVIII secolo e il castello barocco del conte Zichy. Il gruppo tuttavia si sfalda e solo tre persone riescono verso le 18 a raggiungere l’edificio Kiraly (costruito dai turchi nel 1508), che appare subito come una gran cagata .

Alla sera cena a sorpresa da Carlo. L’assenza del signor Carlo comincia a insospettire, e non sono neanche incoraggianti le prime ordinazioni delle bevande con la cameriera. Questa parla infatti uno strettissimo dialetto di ceppo finnico, ancora in uso in qualche regione dei Carpazi. A nulla valgono i connettivi esplicativi della prof. Voltattorni (with), ancorché pronunciati alla francese, né i simboli gestuali della prof. Giambarella. All’arrivo del signor Carlo la cameriera è fagocitata nelle cucine dove i preparativi della cena sono in gravissimo ritardo (qualcuno sostiene che Carlo sia uscito a far la spesa dopo aver preso le ordinazioni). Dopo tre ore di spasmodica attesa cominciano ad uscire i primi piatti; l’ultimo, la pizza di Gozzi, compare alle ore 23.17 ed è servita scotta e alla temperatura di 3ºC. Il tradimento di Carlo si completa nel momento del conto e assume scene da far west.

Il dopocena al pub italiano è piacevolmente offerto dai ragazzi ai professori superstiti (Durand e Ferrera).

La notte è tranquilla. Gozzi, forse a causa della pizza, ha la febbre a 40.

DOMENICA 11

Qualcosa di strano aveva già cominciato ad incombere sull’epilogo del viaggio. La sorte colpisce dapprima la camera 404 con il furto del cellulare subito da Ferrari, anche se qualcuno lo spiega come una spedizione punitiva nei confronti della camera famigerata. Il gruppo si sposta poi in visita all’isola Margherita, dove Tacchella perde il portafoglio e la carta di identità durante un giro in bicicletta: la cosa è drammatica perché senza documento non si può rientrare in Italia.

Appena giunge la notizia si mette immediatamente in movimento il servizio di sicurezza Vittorio Emanuele-Ruffini. La prof. Noviello attraverso il suo cellulare attiva subito 7 collegamenti:

  • Ambasciata d’Italia
  • Posto di Polizia Ungherese
  • Hostel Marco Polo
  • Radio taxi
  • Radio Budapest
  • TeleCroazia
  • Telegenova

oltreché il contatto con tutti i cellulari della lista.

La tempesta elettromagnetica su Budapest causa nel giro di pochi minuti 7 casi di leucemia nella popolazione.

Un taxi preso al volo permette di raggiungere in tempi brevi il posto di polizia; l’autista viene fermato dal prof. Ferrera con la famosa frase "Lei aspetti qui", copiata dalla battuta di Cary Grant in Sciarada, ma deve essere sodomizzato per impedirgli di fuggire

E’ a questo punto che la prof. Noviello si accorge di aver perso nella corsa la borsetta arancione contenente:

  • 550.000 lire in valuta italiana
  • 5000 fiorini in valuta ungherese
  • 100 marchi finlandesi
  • 2000 pesetas spagnole
  • 200 franchi francesi
  • 70 franchi svizzeri
  • 2000 yen
  • 700 dollari canadesi

oltre che

  • carta VISA
  • carta bancomat
  • tessera Ipercoop
  • raccolta punti bar Marescotti

Il miracolo del telefonino comunque ha i suoi effetti, perché permette di mettere in contatto l’interprete dell’Ambasciata con il posto di polizia, dove si parla lo stesso dialetto della cameriera di Carlo.

La corsa rocambolesca si conclude felicemente: anche il tassista si mostra tutto sommato contento (ha guadagnato circa 15000 fiorini, generosamente offerti dalla signora Elsa Cingolani, funzionario dell’Ambasciata Italiana).

Alle 17.35 si parte con il Venezia Express da Budapest Keleti. Il viaggio è tranquillo e rilassato per tutti, ad esclusione della prof. Durand che fa servizio di consegna passaporti dalle 21 alle 6; si contano 78 controlli corrispondenti ad una frequenza di uno ogni 7 minuti circa.

Arrivo a Genova alle 15 circa di lunedi 12. Sono in trepida attesa i 35 parenti.