ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE
COMMERCIALE
" VITTORIO EMANUELE II – JACOPO
RUFFINI"
VIAGGIO DI ISTRUZIONE A LONDRA
CLASSI 3AI-4AM-5AI-5AM
ANNO SCOLASTICO 2004/2005

NOTE DI VIAGGIO
Martedì 8 marzo 2005
Alle ore 12.15 ci troviamo
all’aeroporto C. Colombo, accompagnati dai genitori, dai fratelli,
dai fidanzati, dai nonni o dagli zii. L’euforia della partenza viene
subito smontata al check in quando scopriamo che la Belfiore
non può partire per mancanza di documento valido. I 10 piccoli
indiani della 3A – ormai ridotti a quattro - tremano al pensiero
del prossimo che sarà colpito.
Il volo Ryanair FR973 Genova-London
Stansted, seppure con ritardo, ci porta con momenti di panico
all’aeroporto di Stansted.
Chi sperava in una accoglienza
immediata da parte dell’organizzazione rimane deluso: dopo le
ricerche più serrate e gli avvisi all’altoparlante riusciamo a
scoprire alla stazione degli autobus un autista villano comodamente
seduto al posto di guida del nostro pullman. Dopo aver sbattuto con
malagrazia le nostre valigie nel bagagliaio, ci porta col tipico
fair play dello scazzato all’ agognato Hotel Travelodge
Islington 100 Kings Cross Road.
L’assegnazione delle camere non è
delle più semplici e non accontenta molti di noi: Cimicata voleva la
camera a fianco a Grillo e di fronte alla Fugacci e possibilmente
vicino a Leale; Franchi e Verderame si abbandonano a pianti isterici
perché sono isolate al quinto piano, i tre piccoli indiani Cuneo, Lo
Nardo e Sibio partono per la famigerata 288 da cui pare sia
difficile ritrovare la strada del ritorno.
Dopo l’amara scoperta che la cena
non sarà in albergo si parte per un fantomatico ristorante di
Piccadilly Circus, dove degusteremo un piatto di lasagne al forno
geneticamente modificate, seguito da un dolce stomachevole, che solo
i proff. riescono a finire.
All’uscita ci portiamo controvoglia
a vedere il movimento a Leicester Square, e senza indugi
imbocchiamo l’underground di ritorno.
Nella notte si registrano
sbattimenti di porte e qualche azione di disturbo subito sedata dai
proff. Viscardi e Giacobbe in tenute militari.
Mercoledì 9 marzo 2005
L’English breakfast in
albergo sarebbe accettabile, se non fosse per i medaglioni di
patata geneticamente modificati e per la gestione dei tavoli da
parte del cameriere capo, che s’impone con metodi mafiosi.
La raccolta delle sterline (13,20
per i maggiorenni e 3,20 per i minorenni) per l’acquisto e la
distribuzione dei group day tickets ci impegna per circa due
ore, cosicché riusciamo a stento a vedere le Houses of
Parliament e l’abbazia di Westminster e attraversare
quasi di corsa St. James Park, prima del cambio della guardia
di Buckingham Palace. Lo spettacolo, seppure coperto dalla
folla, ci attrae con la sua solennità.
La pausa pranzo al Green Park
è impedita dal freddo, cosicché si mangia nei pubs o nei
fast food.
Il prof.
Giacobbe parte in trasferta per Stansted per ricevere la Belfiore,
lasciando nella disperazione le ragazze di 5A che non riescono a
nascondere il loro rancore verso la stessa.
Il pomeriggio si dedica alla visita
della National Gallery, di cui più dei quadri esposti sono
apprezzati i comodi divanetti in pelle rossa. Qualcuno ne approfitta
per fare un partitone a calcio contro dei bambini hoo-li-gans
(formazione: Dameri-Guttadauro-Puggioni-Monaca-Leale).
All’uscita si accetta a fatica di
vedere Trafalgar Square e Piccadilly: la maggioranza vuole
tornare al ristorante prima del tempo, pur temendo una cena
geneticamente modificata. Infatti appariranno, oltre al dolce
stomachevole, un’impanatura untuosa di fish&chips.
Dopocena viene vigorosamente
rifiutata la visita a Chinatown optando per il rientro in
albergo.
La notte è segnata da un fatto di
cronaca nera: viene stroncato sul nascere il commercio di alcolici
all’interno del Travelodge. Alcuni studenti (che non si
nominano perché minorenni) sono infatti fermati dai proff. Giacobbe
e Papini (in divisa da federali).

Giovedì 10 marzo 2005
Per lo sciopero dei camerieri l’English
breakfast degenera nel caos; infatti, nonostante le repressioni,
il boss mafioso (ovviamente crumiro) non riesce contemporaneamente a
controllare i tavoli e il servizio e in breve tempo viene
saccheggiata la cucina dai primi arrivati. Gli ultimi fanno
colazione con qualche medaglione maleodorante.
Alla partenza si registra un forte
ritardo di Cauda & C, per cui l’inizio della mattinata è di nuovo
accelerato e il gruppo attraversa il quartiere di Bloomsbury con una
velocità di deriva V0+e
.
Al British Museum alcuni di
noi sono affascinati dai marmi del Partenone o dalle mummie egizie,
comunque non riscuotono successo le panchine di legno, forse perché
troppo dure. Ci ritroviamo verso mezzogiorno pronti per vedere la
Torre di Londra e il Tower Bridge e poi finalmente liberi per la
pausa pranzo. Il punto di ritrovo è fissato all’uscita
dell’Underground di South Kensington, il che manda in estasi
Puggioni & C per il ricordo di un omonimo film (demenziale).
L’appuntamento va praticamente deserto perché ci sono C6,3
modi diversi di uscire dal metrò.
La visita al Science Museum è
in realtà riservata ai proff. Tutti gli altri con scuse diverse si
imboscano (anche le panchine non sono così dure come al British).
Nel ritorno sulla Piccadilly Line la Costarelli sperimenta
una velocità di fuga tendente all’infinito.
La cena , consumata (si fa per dire)
al solito posto, ci riserva un orribile hamburger il cui interno
assomiglia troppo ai medaglioni del mattino e una apple pie
di sicura provenienza transgenica.
Per il dopocena viene
definitivamente abbandonata l’idea di Chinatown e si opta per
il giro in double decker bus: dopo l’acquisto dei biglietti
al distributore automatico (con velocità di deriva V0 x10-3
) possiamo assaltare un 23 e iniziare una folle corsa attraverso la
City: l’autista è infatti un portoricano ubriaco che sta
portando il mezzo in deposito. Alla Liverpool Street Station
prendiamo il metrò per l’albergo.
La notte è tranquilla. Vigila in
divisa SS il prof. Giacobbe.
Venerdì 11 marzo 2005
L’English breakfast è tornata
quella di una volta. Il boss ha rialzato la cresta e tartassa con
ripicche e vendette. La visita alla Tate Modern provoca
sgomento e induce molti ad occupare i sedili a disposizione del
pubblico. La pausa pranzo al Covent Garden ristabilisce il
buonumore con un ottima pizzahut e calde jackpotatoes.
Con velocità di deriva V0x103
sulla Northern Line raggiungiamo Camden Town; qualcuno
non regge a questa velocità e si perde nella metropolitana: Tamberi,
Leale, Nuzzolo, Papaleo, Cirasola e Biamchini. I dispersi sono
prontamente recuperati dal prof. Giacobbe in divisa da casco-blu.
Visitiamo il degradato Camden
Lock, e senza rimpianti torniamo in centro.
All’Hyde Park Corner ci
inoltriamo rapiti dal fascino del parco e ci fermiamo a guardare gli
scoiattoli. Finalmente sono finite le visite obbligate: ognuno è
libero per lo shopping ai magazzini Harrods, da
Lillywhites o all’Hard Rock Cafè. Serena non rinuncia ad
una corsa al quartiere di Notting Hill, per cullarsi nei
ricordi dell’omonimo film (quasi demenziale) con Julia Roberts
L’ultima cena non si smentisce: ci
ripresentano due vecchie conoscenze in un nuovo stuzzicante
abbinamento, fish&chips e apple-pie.
Rinunciamo volentieri al dopocena
al pub per fare una megacolletta di 2,50 sterline a testa
per saldare un debito con l’agenzia: la prof. Viscardi viene
sommersa da una montagna di monete, tra cui si trovano anche ghinee,
franchi francesi e gettoni telefonici.
La conta si protrae fino a
mezzanotte e termina con una standing ovation degli studenti.
In albergo anche il prof. Giacobbe
rinuncia alla sorveglianza, per cui la notte passa in uno scambio
continuo di camere, letti e lenzuola.
Sabato 12 marzo 2005
Il risveglio antelucano ci impedisce
di fare il nostro tradizionale English breakfast. Dopo un
corpo a corpo con la prof. Viscardi il boss ci concede un cestino da
viaggio con due brioches che molti usano come cuscino per
dormire in pullman. Alla guida è un autista che sembra abbastanza
posato ma che – stuzzicato da un camionista irlandese – ingaggia una
rincorsa all’ultimo sangue.
La partenza alle ore 11.05 col volo
Ryanair FR972 London Stansted – Genova assume i
caratteri della tragedia greca. Poiché la velocità di deriva del
gruppo si è ridotta a V0 x10-9 l’aereo
minaccia di partire e solo i pianti strazianti della prof. Papini
riescono a impietosire le due hostess gallesi a protrarre di qualche
minuto l’imbarco.
Alle 14 arriviamo al Cristoforo
Colombo: ci aspettano i genitori, i fratelli, i fidanzati, i nonni,
gli zii e …. il Vittorio Emanuele II.


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