ISTITUTO ISTRUZIONE SUPERIORE COMMERCIALE
" VITTORIO EMANUELE II – JACOPO
RUFFINI"
VIAGGIO DI ISTRUZIONE
PARIGI
07-12 MARZO 2004
CLASSI 4AM - 5AM

NOTE DI VIAGGIO
DOMENICA 7 MARZO 2004
All’appuntamento a
Genova Principe ci siamo tutti, eccitati ed ansiosi.
Ma a qualcuno non
sfugge un primo sospetto di spionaggio ordito dal gruppo
Apreda-Papini-Colombo-Biondi (in codice APPAKOBI):
occorrono infatti le maniere forti per allontanare una donna, pare
una Romanoff, che vuole aggregarsi a noi come parente della Bonatti.
Il treno parte in
orario alle 18.57 e a Milano Centrale c’è tempo per prendere posto
sulle mitiche T4 dell’EN Stendhal offerte dalla Macramè
viaggi: si tratta di carrozze nuove fiammanti dotate di cuccette
con ogni confort (con grande disappunto scopriamo però che non hanno
la doccia). L’assegnazione dei posti, sebbene programmata, fa
nascere un piccolo diverbio Viscardi-Lombardo.
Nonostante la
carrozza ovattata la notte sullo Stendhal non scorre
tranquilla: la prof. Viscardi è costretta a intervenire ben tre
volte per sedare le intemperanze. Teli deve combattere per liberarsi
dalle insidie delle sue compagne di cuccetta, mentre le ragazze di
quinta guidate dalla Ciulo si contendono Pitari come furie
anguicrinite.
LUNEDI' 8 MARZO 2004
Alle 8.41 arriviamo
a Paris Bercy e l’acquisto delle carte orange è abbastanza
spedito nonostante Frigg e Grillo non abbiano portato la foto.
Prendiamo la linea 14 della metropolitana: è l’ultima nata,
completamente automatizzata, e cerchiamo di metterci nella vettura
di testa.
Il cambio a Saint
Lazare con la M4 per Pigalle si presenta traumatico: alla guida del
treno c’è sicuramente un sicario dell’APPAKOBI che fa
chiudere le porte sul nostro gruppo: sono colpiti Vallerga, Ligalupo
e il prof. Durand, che perdono l’uso rispettivamente di un braccio,
di un piede e di un orecchio.
L’albergo WINSTON
al 4 di Rue Frochot, in un contesto accogliente e mondano, si
presenta bene. Lasciamo lì le valigie, paghiamo la cauzione e
iniziamo il primo giro di Parigi.
Visitiamo Place de
la République e Notre Dame e pranziamo al sacco nei giardini dell’Ile
de la Cité. Nella pausa pranzo Del Giudice accetta da uno
sconosciuto una caramella, che si rivela fatale per l’intestino (si
sospetta lo zampino dell’ APPAKOBI ).
Nel pomeriggio da
Place De Gaulle-Etoile percorriamo con piacere gli Champs
Elysées e arriviamo a Place de la Concorde. Attraverso i giardini
delle Tuileries e Rue de Rivoli giungiamo in Place Vendôme. Lì
incominciano i primi lamenti di stanchezza, ma il programma ha altre
tappe: a piedi fino all’Opéra e alla Madeleine. A questo punto i
gemiti e le sofferenze non sono mitigati neppure dalle splendide
vetrine di Maille e di Fochon.
Arriviamo a pezzi
in albergo, ma non c’è tempo per una doccia (solo la Ciulo riesce a
farsi un bagno nella vasca): ci aspetta la cena al ristorante Le
Balcon e una serata elettrizzante sulla Tour Eiffel.
In camera siamo
molto stanchi, ma non tanto da addormentarci subito.
MARTEDI 9 MARZO 2004
Sveglia alle 7 e
colazione alle 8. Pinna e Ginocchio arrivano in ritardo ma sono
giustificati (sul libretto) perché hanno avuto problemi con lo
scarico del bidet.
Si parte per il
secondo giro: le Palais de Justice, la Sainte Chapelle, la
Conciergerie, Montmatre e il Sacre Coeur, la Place du Tertre.
Pranziamo nei bistrot di Montmatre.
Nel pomeriggio ci
aspetta il bellissimo Museé d’Orsay: qualcuno vorrebbe più tempo per
la visita, ma ci sono altre mete nel programma: il Castello di
Vincennes e Les Invalides. La puntata in albergo serve soltanto a
Vallerga, Scianca e Campora a cincischiare in camera: il loro
ritardo non sarà giustificato.
Sulla linea 1
assistiamo all’incontro fatale di Ligalupo con una biondina
americana: noi fiutiamo che si possa trattare di una circe-appakobi
e tronchiamo l’idillio sul nascere.
Chi invece non può
evitare il colpo è Carraro che al ristorante Valentino divora due
piatti di pasta al pomodoro e sul Bateau Mouche il freddo siberiano
gli provoca una congestione cefalica e addominale, che lo lascerà KO
per due gironi.
La notte è
tranquilla se si escludono i crampi di Carraro e i deliri di
Ligalupo.
MERCOLEDI' 10 MARZO 2004
Terzo giro della
città con una variante sul programma. Iniziamo con la visita del
Louvre, che viene ostacolata in tutti i modi dal personale di
custodia (pare abbia ricevuto l’ordine tassativo dall’APPAKOBI di
disperderci). Sfuggendo alle guardie riusciamo a vedere insieme la
Venere di Milo, la Vittoria alata e la Gioconda; poi gli agenti
hanno la meglio e ci dividiamo nelle sale fino all’ora convenuta.
Dal Louvre ci
spostiamo a Les Halles, ex mercato generale di Parigi, e ci fermiamo
per consumare un pasto caldo nelle bettole di Rue Rambuteau. Nel
primo pomeriggio ci sorprende una nevicata che ci costringe ad
anticipare la visita al Museo di Cluny e a guardare poi un po’ di
fretta il quartiere latino: Sorbonne, Pantheon, Saint Etienne col
sepolcro di Santa Genoveffa e la lapide a Blaise Pascal.
Per evitare ritardi
al ristorante La Bonne Franquette decidiamo di non passare
dall’albergo, ma cadiamo ingenuamente in una paralisi della
metropolitana, che ci divide in sottogruppi di due elementi e ci
dissemina nei vagoni impenetrabili.
Arriviamo alla
Bonne Franquette con un ritardo gigantesco, dopo aver sventato
l’ennesimo attentato dell’APPAKOBI di un pazzo nero che aggredisce
Dolce alla funicolare di Montmatre.
Alla Bonne
Franquette seppur affamati molti di noi non apprezzano la gustosa
soupe aux oignons che ci viene servita.
La notte risente della movimentata giornata:
in albergo alcuni cadono negli illusori adescamenti di un gruppo di
bresciane, anzi Leale tenta addirittura di organizzare una festa
con altre ospiti del quartiere. Ma la feroce sorveglianza dei proff.
Viscardi e Ferrera blocca sul nascere ogni velleità. Le “notti
bresciane” passeranno così alla storia del Vittorio Emanuele come il
più fallimentare tentativo di orgia notturna, apertosi con la
prospettiva della sensuale compagnia di tante Veneri callipigie, e
conclusosi con l’inquietante constatazione di altrettante disgustose
caprone.
GIOVEDI' 11 MARZO 2004
Il ritardo della
mattina è spaventoso per il contenzioso sulla cauzione.
Si parte per
l’ultimo giro alla volta dei musei Picasso e Carnavalet. Respinti
dal Picasso per mancanza di prenotazione, abbiamo al Carnavalet una
visita molto istruttiva grazie alle preziose spiegazioni del prof.
Durand sulla Rivoluzione Francese.
Per il pranzo ci spostiamo alla Defence, ma non possiamo evitare un
tentativo di aggressione mafiosa ai danni di Frigg.
Nel pomeriggio
visitiamo la tomba di Napoleone agli Invalides e, finalmente liberi,
ci accasciamo come tanti barboni sui marciapiedi dei magazzini
Printemps e Lafayette.
Il ritorno a
Pigalle è guidato da Todeschino, che per l’occasione indossa un
costume da moschettiere.
All’ultimo
appuntamento manca il prof. Ferrera, che insieme a Frigg si sono
persi tra le luci (rosse) di Pigalle.
Ceniamo nei paraggi
dell’albergo, strappando il prof Durand da un adescamento di una
tardona e, recuperati i bagagli, ci muoviamo verso Paris Bercy.
Ci attende l’ EN
Stendhal con una carrozza C1, recuperata da una ex terza classe
della II guerra. La sistemazione nelle cuccette-piccionaia è casuale
e richiede diverse ore. Una discussione Viscardi-Lombardo fa sì che
alla fine alcuni compartimenti siano semivuoti e altri affollati di
10-12 persone.
VENERDI' 12 MARZO
2004
Dopo una notte di
ululati e guaiti arriviamo a Torino e traslochiamo su una dignitosa
carrozza italiana che, con un po’ di malinconia, ci riporta a casa.


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